Tra il freddo di Febbraio e il calore delle Canarie


“Nessuno è troppo vecchio per un nuovo inizio. La lavanda non chiede al calendario quando fiorire, aspetta solo la sua stagione di luce.” [Ispirata ad un proverbio provenzale]

C’è una strana storia che ci raccontano sui cinquant’anni: che siano il momento dei bilanci, della prudenza, della nostalgia. Ma mentre guardo il sole tiepido che dopo la pioggia ora splende su queste colline, illuminando il profilo irregolare della mia casa in sasso, mi rendo conto in realtà che i 50 non sono un traguardo. Sono, a tutti gli effetti, il mio nuovo inizio.

Solo pochi anni fa, mentre il mondo cercava di ritrovarsi dopo il lockdown della pandemia, io e mio marito Michele abbiamo deciso di perderci, o meglio, di trovarci davvero. Abbiamo lasciato le nostre abitudini e certezze per trasferirci sull’Appennino piacentino, dove l’aria ha un altro profumo e i pensieri sembrano farsi più chiari e leggeri, alla ricerca del nostro luogo del cuore.

Passare alla vita in una piccola località di collina non è stato un passo indietro, ma un lungimirante salto di qualità… in avanti. In questo antico casale, tra mura che hanno visto passare secoli, ho capito che la modernità più estrema è il ritorno a ciò che è davvero autentico.

Oggi le mie giornate hanno il ritmo delle stagioni e il profumo della lavanda. Coltivare un piccolo appezzamento di terreno non è solo fare giardinaggio; è una filosofia di vita e questi sono gli ingredienti:

pazienza: la natura non ha fretta, eppure tutto trova ogni volta il proprio compimento.

resistenza: come i sassi con i quali è stata costruita la mia casa… solidi, scolpiti di ricordi antichi e così perfetti nel loro essere imperfetti, uno diverso dall’altro.

-essenziale: in collina impari con naturale rapidità che basta poco per riempirsi gli occhi e l’anima di tutto ciò che serve.

Se diversi anni fa correvo per aggiungere tasselli al mosaico della mia vita, ora ho deciso di togliere il superfluo per lasciare spazio al circondarsi di luminosa bellezza. Oggi non festeggio mezzo secolo di passato, ma il primo giorno di una libertà via via più consapevole.

Il mio “secondo tempo” non profuma di nostalgia e di polvere, ma di terra smossa, di legna che scoppietta vivace nel camino, di lavanda al sole e di sogni… Chi lo dice che a 50 anni ci si mette comodi?! Io ho appena intrapreso un nuovo cammino e ho deciso di cambiare copione!

Compiere gli anni in febbraio ha un fascino discreto, quasi segreto. È il mese dell’attesa, quel confine sempre più sottile tra il riposo della natura e il primo battito della primavera. Mentre mi preparo a volare verso le Canarie con mio marito, inseguendo un anticipo di luce e di azzurro, porto con me il silenzio delle mie colline e la promessa che abbiamo affidato insieme al suolo lo scorso autunno.

Ti ho raccontato di aver piantato la lavanda e ora aspetto… la fioritura!

Chiudo gli occhi e, tra il soffio del vento che qui, ha sempre una voce, sembra parlare e avere tante cose da raccontare, riesco già a sentire il ronzio operoso delle api e degli insetti. Immagino l’aria che si riempie di profumi e quel viola che inizierà a danzare sotto il sole di luglio, trasformando ogni anno di più il nostro Giardino di Lavanda in un mare ondulato.

Andare via per qualche giorno è un modo per tornare con occhi nuovi. Festeggerò i miei cinquant’anni nel tepore di Tenerife, chiamata, per il suo clima mite, l’isola dell’eterna primavera, ma un regalo altrettanto bello sarà il ritorno: salire di nuovo la stradina che porta alla nostra casa nel verde.

Al nostro rientro il primo sguardo so già che sarà alla scala in legno che porta ai filari di piantine di lavanda ancora piccole e spoglie, consapevole che la bellezza più grande è quella che sta per fiorire e che si tingerà di viola, per la prima volta, la prossima estate in questo terreno scelto con cura, coltivato con pazienza e curato con amore.

Allora… non resta che darci appuntamento tra i filari, quando l’aria profumerà di viola!

Un abbraccio al profumo di lavanda!

Alessia


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